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August 20, 2008

I blogger si preparano a un autunno caldo: e non si riferiscono al clima

La conferma è arrivata i primi di agosto, l’inflazione continua a crescere.
A luglio i prezzi hanno registrato un aumento del %4,1, il massimo registrato dal ’96, e l’abbassamento del prezzo del petrolio, cominciato la settimana scorsa, si è già arrestato. Ieri la borsa ha chiuso con un aumento del %2,9, a 119 dollari al barile. I prezzi della benzina, però, cominciano a scendere lentamente e spuntano sentimenti ottimisti sulla situazione economica futura.

Ma nel frattempo, l’economia italiana continua a crescere troppo poco. Nel 2008 si spera di mantenere lo % 0,3 registrato nel periodo aprile-giugno (contro %1,4 del 2007) di crescita economica.

Infatti la frase chiave degli ultimi giorni è diventata “autunno caldo”, che si riferisce alle difficoltà economiche che toccheranno gli italiani di ritorno dalle vacanze.

Sul blog di Panorama si legge che le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori annunciano:

“A registrare i maggiori rincari dovrebbe essere il riscaldamento per il quale è atteso dai consumatori un aumento della spesa annua, a partire dalla riaccensione degli impianti, intorno ai 175-180 euro. E non meno ’salata’ si profila la stangata che continuerà a colpire il carrello della spesa: per gli alimentari i consumatori prevedono infatti un nuovo aggravio di 120 euro l’anno. Ci saranno poi gli attesi ulteriori aumenti delle bollette della luce e del gas…In aumento anche le spese per i libri ed i corredi scolastici, per i quali i consumatori prevedono un rincaro quantificabile in 62 euro a famiglia. “Da mettere in conto ci saranno”, spiegano le associazioni di consumatori, “anche aumenti per la nettezza urbana (+35 euro), per le Rcauto (+55 euro), per l’acqua (+30 euro) e per i servizi bancari e finanziari (+45).”

Come gli economisti, anche i blogger si dividono sul tema economia. Alcuni sostengono che l’inflazione sta per diminuire e che è più allarmante il basso tasso di crescita, mentre altri non si fidano degli “ottimisti di professione”, tra i quali anche il Presidente del Consiglio Berlusconi. Mentre altri ancora si limitano a dare consigli agli italiani su come affrontare la situazione difficile.
Ecco alcuni dei post sui temi recessione e inflazione trovati con Liquida.

Il primo tra gli ottimisti, Berlusconi, ripreso da Mondopolitica:

“Non credo che in autunno si debbano manifestare situazioni difficili…Dobbiamo essere coscienti che c’è un’inflazione in aumento per una crisi globale. Ma l’Italia ha tutte le possibilità, se tutti ci impegnamo, agendo con concretezza come hanno fatto questo Governo e questa maggioranza, per guardare al futuro con ottimismo”

Ottimista, in parte, anche il giornalista Giuseppe Turani che sul suo blog scrive:

“Se a luglio l’economia mondiale aveva due problemi (la poca crescita e l’inflazione), adesso ne ha uno solo: la poca crescita. L’inflazione se l’è portata via il petrolio, che nell’ultimo mese è sceso di almeno il 25 per cento e che ancora non ha finito (probabilmente) la sua corsa verso il basso…È possibile che già fra qualche mese, invece di discutere tanto di prezzi, si passi a discutere di deflazione, cioè di non-crescita.E dalla non-crescita è difficile uscire. C’è solo la speranza che le banche centrali, vista dissolversi l’inflazione, diventino meno rigide e quindi taglino un po’ il costo del denaro, resti tuendo così ossigeno all’economia mondiale…In sostanza, siamo dentro una “frenata” mondiale dell’e conomia e sarà una frenata lunga. Ci farà compagnia anche per tutto il 2009 e forse anche per tutto il 2010.”

A chi prevede un miglioramento economico, anche se minimo, causato dalla riduzione del prezzo del petrolio risponde, oltre alla borsa di New York, risponde, Pietro Cambi di Crisis, che, sorprendentemente, si augura che la situazione peggiori:

“In questi giorni si legge, un po’ da tutte le parti, che l’attuale crisi economica/finanziaria/energetica, ammesso che sia una crisi ed ammesso che sia seria, non sarà certamente niente di simile a quella famigerata del 1929.Questo, in effetti, è altamente probabile ma, paradossalmente,non è per niente una buona notizia.
Infatti, SE l’economia mondiale non andrà in recessione, unico serio modo per arrestare la crescita dei consumi in tempi stretti e nella misura necessaria, la domanda di petrolio continuerà ad aumentare e con questa il prezzo (non potendo la produzione crescere significativamente), cosi incentivando la famosa “speculazione”, in un perverso gioco al rialzo.

A preoccupare molti blogger è la situazione dell’economia americana, causa della crisi economica, insieme all’arrivo della crisi dei mutui anche in Italia. Su Mutui e Mutui Online si legge:

“Macquarie ha deciso di chiudere le attività di credito ipotecario aperte tre anni fa in Italia.
la scelta di Macquarie rappresenta un campanello d’allarme sui mutui anche per il nostro paese…L’Italia è l’ultimo paese in ordine di tempo in cui la banca ha deciso lo stop sui mutui, dopo l’Australia (a gennaio) e gli Stati Uniti (a marzo).”

L’America, però sembra reagire alla recessione in modo migliore che l’Italia. Secondo Federico Punzi di JimMomo:

“Come si combatte la recessione che in Europa c’è già? Negli Stati Uniti «il governo sta facendo di tutto per evitarla». Innanzitutto, difendendo il tenore di vita dei cittadini. Nei mesi scorsi ciascuna famiglia americana ha ricevuto un rimborso fiscale di circa mille dollari (!).
Qui da noi invece il ministro Tremonti prosegue con la sua politica di pareggio di bilancio a pressione fiscale invariata nel prossimo triennio…mentre ciò che servirebbe è uno shock…”

Nella blogosfera si trovano anche altri consigli per reagire alla crisi economica. Webgringo parla di condivisione, riferendosi anche al Web 3.0:

“Una via d’uscita da questa situazione c’è (ma bisogna aprire gli occhi e guardare al futuro), si chiama: condivisione…Più si condivide e meno si consuma: ma nessuno lo dice perché non fa business (ad es., se si incentiva il car-sharing si disincentiva l’acquisto di auto).Se vogliamo sopravvivere, bisognerà assolutamente passare dal consumo dei beni al consumo dei servizi in un ottica di riutilizzo delle risorse disponibili over-powered.In quest’ottica, ma dal lato delle tecnologie di rete, il web 3.0 può dare una grossa mano con la sua promessa di riutilizzare dati strutturati e facilitare l’integrazione e l’interoperabilità fra applicazioni, attuando il cosiddetto concetto di web semantico.Il futuro che ci sta aspettando passa anche per il web ma chiede a gran voce di fare prima due conti con il mondo reale.”

Tag Correlati: economia, recessione, inflazione, petrolio, crescita, autunno caldo, crisi dei mutui, crisi economica, tasse



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